Manu Invisible

Manu Invisible è uno Street artist sardo i cui lavori sono sparsi in tutta Europa.

Originario di San Sperate (CA), ha il muralismo nel sangue: il suo paese è infatti noto per il progetto d’arte iniziato dallo scultore suo compaesano Pinuccio Sciola nel 1966 che, tornato in Sardegna dopo molti viaggi in giro per l’Europa, cominciò a imbiancare i muri di tutte le case, in occasione della festa del Corpus Domini, trasformando il paese in una tela bianca su cui in seguito invitò a dipingere tanti artisti provenienti da numerosi paesi stranieri. San Sperate diventa allora un Paese-Museo che negli anni ’70 vede un grande fermento artistico. Fino ad oggi sono stati contati 260 murales realizzati con diverse tecniche e stili, con vari soggetti anche di carattere sociale e politico.

Se dunque le profonde radici nel mondo dei graffiti sono innegabili e genetiche, Manu Invisible esprime la sua arte muovendosi tra campi e tecniche diverse, come la decorazione di ambienti interni, la pittura e altre tecniche su piccolo formato. Diverse sono le tipologie di murales che realizza, da quelli di tipo figurativo e decorativo ai Lettering che consistono nella realizzazione in formato molto esteso di parole scelte per il loro significato universale, che ripropone anche in opere dalle misure più contenute.

Diplomato presso il Liceo Artistico Foiso Fois di Cagliari, ha affinato la sua tecnica seguendo dei corsi privati di affresco, entrambi a Firenze presso l’Accademia del Giglio e presso la Bottega del Bon Fresco del Maestro Massimo Callossi. Tante le esposizioni, le mostre personali e le mostre collettive a cui ha preso parte in giro per l’Italia e per l’Europa, come quella del 2011 allestita presso il Palazzo Regio di Cagliari, o alla Neurotitan Gallery di Berlino nel 2015. Anche l’Upfest di Bristol, il più grande festival di graffiti d'Europa, ha visto la partecipazione dell’artista in più di una edizione, insieme ad altri writers italiani.

Oltre alla Sardegna, anche la città di Milano, luogo in cui risiede, è fonte di grande ispirazione: molti sono i lavori eseguiti su commissione pubblica e privata, ma soprattutto molte sono le opere realizzate spontaneamente, la cui spinta propulsiva è certamente data dall’altissimo numero di non-luoghi adatti alla riqualificazione artistica come cavalcavia, sottopassaggi e muri ciechi. Gli imponenti lettering di Manu Invisible, che si trovano in diversi luoghi d’ingresso alla città, rappresentano quella che è la sua fase artistica più recente, una fase in cui il punto focale è la comunicazione: una comunicazione determinata, diretta e potente.

Un elemento strettamente connesso alla sua figura di artista è il buio: quando si parla di Street Art si parla anche di opere create in maniera abusiva e il momento dedicato alla creazione non può che essere la notte, in cui Manu Invisible si immerge totalmente, mimetizzandosi con la sua divisa costituita da una tuta nera con tracce di pittura di diversi colori e da una maschera nera dalle forme taglienti e geometriche che copre il suo volto.

La sua determinazione e la sua dedizione alla creazione artistica sono state premiate con il proscioglimento in formula definitiva del 4 aprile 2016, concessogli a conclusione del processo che lo ha visto accusato del reato di deturpamento e imbrattamento in base all’art. 639 codice penale. Il riconoscimento legale e civile del valore artistico del suo intervento rappresenta una tappa fondamentale della sua carriera e un momento di grande fiducia e incoraggiamento per l’intero mondo della Street art.