Manu Invisible

Darkness is the limit, Euforia, Miliare, Resilienza

Queste opere fanno parte del periodo detto “lapidario” dell’artista, la cui idea principale è quella di riportare sotto gli occhi di chi fa esperienza delle sue composizioni, messaggi e valori di grande rilevanza sociale, usando parole o brevi frasi dall’importante valore semantico.

Tratti delicati e fumosi, parole nere di fuliggine: è il fuoco l’elemento usato da Manu Invisible per raccontare il desiderio. Un elemento impietoso, in genere associato al pericolo e alla distruzione, che l’uomo ha scoperto e poi imparato a domare tanto da riuscire a trasformarlo in simbolo di ristoro, di calore. “Tecnica occulta” significa proprio questo: ammansire la fiamma e modularla con strumenti diversi, per scrivere su un materiale primigenio come il legno. E come il legno e il fuoco, il desiderio è un sentimento antico e ardente, intimamente radicato nella natura umana, che nei giovani trova tutte le condizioni per emergere e rivelarsi al mondo: la fragilità, l’incertezza e la debolezza accompagnate dal coraggio, dalla speranza e dalla tenacia.

Ciascuno dei quattro termini incisi su ognuna delle opere colpisce in maniera secca e diretta chiunque si avvicini, in un percorso di riflessione sugli stati del movimento cangiante e durevole nel tempo a cui il desiderio dà inizio: il “Limite” che bisogna oltrepassare è l’oscurità data dall’assenza dell’oggetto desiderato, mettendone a fuoco la vera identità e l'“Euforia” che ne consegue disegna la via che conduce alla soddisfazione.
“Miliare” è il desiderio come parte fondamentale del processo esistenziale dell’uomo, principio di ogni moto evolutivo. Infine la “Resilienza” esprime la capacità di affrontare il trauma dell’assenza, le difficoltà e le insicurezze che tempestano il cammino di colui che cerca.

Nell’arte di Manu Invisible le parole hanno un valore molto importante, la dimensione comunicativa molto chiara, esplicita e immediata è centrale nel suo lavoro. Utilizzando vocaboli densi di significato come questi, ha realizzato grandi murales, definiti “Lettering”, in “non-luoghi” come cavalcavia e strade a scorrimento veloce. La Street art è preziosa anche perché è in grado di dare una nuova vita ai luoghi della quotidianità di intere comunità e Manu Invisible con la sua potenza comunicativa offre efficaci e fecondi spunti di riflessione.

Carla Tozzi