E. Canavese

Così cercando tra le carte, serie di sei stampe a getto d'inchiostro su carta Hahnemuhle Gloss Art Fibre 100% cotone, 80 x 53,3 cm

“La fotografia permette di viaggiare”. Queste sono le parole con cui Elena Canavese racconta il suo lavoro: una serie di sei fotografie di paesaggi che nascondono un'altra natura. Si tratta infatti di dettagli di oggetti di uso comune osservati da prospettive insolite. Una volta svelata questa dinamica, la visione di chi osserva subisce un cambiamento e diviene quasi un gioco per scoprire il punto di vista dell'artista. La sensibilità di Elena Canavese ci fa osservare il mondo in modo nuovo e fresco, secondo una visione che permette di trasformare la natura stessa degli oggetti: così una vasca da bagno diventa un paesaggio artico, una scopa di saggina un campo di grano, il flash del cellulare il sole che sorge sulla Terra, alcuni fogli bianchi accartocciati si trasformano in montagne innevate, il latte e l'acqua divengono nuvole su un cielo azzurro, una manciata di pennelli in un barattolo una foresta.

Come un cannocchiale, l'obbiettivo dell'artista ci fa scoprire l'Universo. Un Universo quotidiano, capace di intensificare il nostro sguardo sulla realtà.  L’ osservazione del reale è infatti l’oggetto della poetica di Elena Canavese che, muovendo dalla sua formazione di scultrice, approfondisce lo studio della presenza fisica degli oggetti, la loro collocazione fisica all’interno dello spazio e il rapporto che intercorre con il contesto.

L’attenzione per il dettaglio nasce nell’artista in modo quasi casuale: dopo aver rovesciato una manciata di sale sopra un cartoncino nero si è accorta che, osservato da vicino, questo elemento assomigliava ad una porzione di cielo stellato. Da quell’ istante la sua ricerca artistica si avvale dello strumento della macchina fotografica, mezzo espressivo che permette di immortalare lo sguardo con cui l’artista osserva la realtà.

Il lavoro di Elena Canavese mostra le potenzialità della fotografia, che può a volte ingannare l’occhio dell’osservatore presentando alcuni dettagli di oggetti che, immortalati da prospettive ravvicinate, sembrano essere altro. Il mondo si ricopre così di una nuova veste, dove ogni elemento rispecchia una parte di Universo.

Elisabetta Narducci