Andrea Bruschi

Senza Titolo, 2017,Fodera, voile, Cotone, tessuti sintetici, resina, acrilico, stampa digitale, Misure variabili (dimensioni tela 60X50cm) 

È un lavoro che non ha mai avuto una forma fissa: è questa la caratteristica che fa di essa qualcosa di unico ogni volta che viene installata in un luogo.  È un'opera che prende vita e dà vita nel contesto in cui si inserisce.

Si costituisce con un procedimento di semplice lavorazione, in cui l'artista giustappone e sovrappone diversi tessuti neri che si differenziano per la diversa sensibilità del materiale, che verranno poi affissati alla parete.

Sotto questi tessuti si intravede una piccola tela (50x60)  montata sul telaio , che viene affissa per prima alla parete in modo che venga quasi inglobata tra le pieghe dei tessuti. In questa piccola tela vi è rappresentato un cielo stellato. Questo elemento genera il confronto di due diverse percezioni del dipinto: una lettura materica,  come insieme di sensibilità e  di pennellate che richiamano alla matericità del dipinto e la lettura dell' immagine del dipinto, ossia la vocazione più primitiva del dipinto quella di rappresentazione della realtà.

La concezione della pittura per Bruschi (che caratterizza tutta l'evoluzione del linguaggio artistico dal principio fino ad adesso) si sviluppa come vera e propria indagine delle forme e delle immagini della realtà, che prendono vita attraverso la consistenza materica che gli viene attribuita.

L'artista ha a cuore il rapporto tra pittura come rappresentazione e pittura come interpretazione, e quindi invita il fruitore a riconoscerne gli aspetti distintivi. Questo dato emerge anche dalle parole di Ivan Quaroni che definisce il ruolo che ha la pittura per un'artista del calibro di Bruschi : "la pittura è essenzialmente una pratica cognitiva, che consente una diversa e forse più autentica elaborazione dei dati sensibili".

Andrea Padova